
La ricorrenza del 2 Agosto e la cultura del volontariato che da decenni sostiene il soccorso in Emilia-Romagna
L’Assessore regionale Fabi: “Senza il contributo del volontariato, il nostro sistema sanitario pubblico non sarebbe in grado di assicurare ogni giorno tutti i servizi”
Era il 2 agosto 1980, e a Bologna accadde un fatto drammatico, enorme, destinato ad essere ricordato nella storia della Repubblica come la strage della stazione.
Quel giorno, con lo scoppio della bomba posta nella sala d’attesa, fu inferta una ferita profonda nel cuore non solo della città, ma dell’intero Paese.
Quelle vittime, 85 morti, oltre 200 feriti, il loro ricordo, richiamano tutti all’impegno a difesa della democrazia e della civile convivenza. E tutti dobbiamo sentirci chiamati ad offrire il nostro contributo in questo senso, un contributo che può essere declinato in tanti e diversi modi.
In questa prospettiva di servizio alla comunità, ANPAS, Croce Rossa Italiana e Misericordie Emilia-Romagna, colgono l’occasione dell’anniversario della strage per richiamare il valore della cultura del volontariato che, in quella drammatica giornata, come in tante altre emergenze che hanno segnato la storia di questa regione nell’ultimo mezzo secolo, ha rappresentato una risorsa fondamentale per il sistema di soccorso e per l’intera comunità.
E questo grazie alla risposta spontanea e straordinariamente organizzata di centinaia di volontari, insieme alle istituzioni e ai professionisti della sanità, che rimane una delle immagini più significative della capacità dell’Emilia-Romagna di affrontare le emergenze facendo leva sulla solidarietà, sul senso civico e sulla partecipazione dei cittadini.
“E’ un patrimonio costruito nel tempo – sottolineano Iacopo Fiorentini, presidente di Anpas Emilia-Romagna, Giuseppe Zammarchi, Presidente del Comitato Regionale della Croce Rossa Italiana e Israel De Vito, Presidente delle Misericordie dell’Emilia-Romagna – che continua ancora oggi a garantire una rete capillare di assistenza sanitaria, trasporto sanitario, protezione civile e servizi sociali.
ANPAS, Croce Rossa Italiana e Misericordie rappresentano da decenni le colonne portanti di questo modello, riconosciuto a livello nazionale per efficienza, affidabilità e radicamento nei territori”.
I presidenti delle tre Associazioni ricordano l’impegno quotidiano delle migliaia di volontarie e volontari che operano accanto al personale sanitario e alle istituzioni assicurando interventi di emergenza-urgenza, trasporti sanitari, assistenza alle persone più fragili, attività di protezione civile, prevenzione e formazione.
“La ricorrenza del 2 Agosto – continuano Fiorentini, Zammarchi e De Vito – e il ricordo delle vittime della strage, ci rinnova nell’impegno a sostenere la cultura del volontariato come parte integrante della nostra storia, e di quella del sistema di soccorso regionale. In quei momenti drammatici furono anche i cittadini, insieme alle associazioni e alle istituzioni, a dimostrare che una comunità unita è capace di affrontare anche le prove più difficili. Da allora quella cultura non ha mai smesso di crescere e rappresenta ancora oggi uno degli elementi che rendono il nostro sistema di emergenza tra i più solidi e qualificati del Paese”.
Le Associazioni ricordano che dietro ogni ambulanza, ogni intervento di protezione civile, ogni trasporto sanitario o servizio sociale, ci sono persone che dedicano tempo, competenze e passione al bene comune. Perché il volontariato
organizzato non è soltanto un supporto al sistema sanitario: ne costituisce una componente essenziale, capace di garantire prossimità, tempestività e presenza capillare anche nelle realtà più periferiche. È un patrimonio collettivo che appartiene a tutta la comunità e che merita di essere conosciuto, sostenuto e valorizzato ogni giorno.
“La ricorrenza del 2 Agosto – concludono i tre presidenti – rappresenta così un momento di memoria per ricordare le vittime della strage, ma anche l’occasione per ribadire il valore di un modello di volontariato che ha contribuito a scrivere la storia del soccorso in Emilia-Romagna e che continua, ogni giorno, a rappresentare un presidio indispensabile di umanità, professionalità e coesione sociale”.
Alle parole delle associazioni del soccorso, si aggiungono quelle dell’Assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Massimo Fabi: “Senza il contributo del volontariato, il nostro sistema sanitario pubblico non sarebbe in grado di assicurare ogni giorno le decine di migliaia di servizi che rappresentano un presidio essenziale di assistenza e cura per i cittadini. Quasi 40mila volontarie e volontari, preparati, competenti e profondamente radicati nei territori, costituiscono una delle colonne portanti del sistema sociosanitario dell’Emilia-Romagna. Si tratta di un patrimonio di straordinario valore civile e umano, che appartiene all’intera comunità regionale e che abbiamo il dovere di tutelare, sostenere e valorizzare. Per questo la Regione è impegnata a rafforzare ulteriormente il riconoscimento del ruolo strategico del volontariato, promuovendo un rapporto fondato sull’ascolto, sulla collaborazione e sulla piena condivisione degli obiettivi. Un impegno che intendiamo consolidare anche attraverso una sempre più stretta integrazione con tutte le realtà impegnate nella tutela della sicurezza e nella gestione delle emergenze, affinché, di fronte a bisogni sociali sempre più complessi e alle nuove fragilità emerse in questi anni, sia possibile garantire risposte tempestive, coordinate ed efficaci, nell’interesse dell’intera collettività”.





