Oltre 200 giovani volontari a Calambrone per il Meeting ANPAS: “Siamo il presente”

Grande partecipazione al terzo Meeting Giovani di ANPAS Emilia-Romagna, quest’anno insieme ad ANPAS Toscana. Fiorentini: “Abbiamo visto una generazione pronta a mettersi in gioco e ad assumersi responsabilità”

CALAMBRONE (PI). Oltre 200 ragazze e ragazzi provenienti da tutta l’Emilia-Romagna e dalla Toscana hanno partecipato al 3° Meeting Giovani ANPAS Emilia-Romagna, che quest’anno ha unito per la prima volta in maniera così ampia le nuove generazioni delle Pubbliche Assistenze dei due Comitati regionali.

Due giornate di incontro, ascolto, confronto e socialità, durante le quali i giovani volontari si sono messi in gioco attraverso sessioni di lavoro, attività di gruppo e momenti di riflessione dedicati al loro ruolo all’interno delle associazioni e del movimento ANPAS.

Un appuntamento che ha confermato la forza e la vitalità di una generazione di volontari che non chiede soltanto di essere coinvolta, ma che dimostra di avere idee, energie e competenze per assumersi responsabilità sempre maggiori, fino a ricoprire ruoli dirigenziali e apicali nelle proprie Pubbliche Assistenze.

Il Meeting ha rappresentato anche un’occasione per superare molti dei luoghi comuni che spesso accompagnano il racconto delle nuove generazioni. I giovani presenti hanno dimostrato di avere una forte consapevolezza del valore del proprio impegno e del ruolo che possono svolgere nella costruzione del futuro delle associazioni. Non semplicemente destinatari di percorsi pensati per loro, dunque, ma protagonisti capaci di proporre idee, progettualità e nuovi modi di interpretare il volontariato.

Tra i momenti più coinvolgenti della due giorni, la testimonianza di Omar Bortolacelli, soccorritore rimasto gravemente ferito in un incidente stradale nel 2011 mentre si trovava a bordo di un’ambulanza. A causa delle lesioni riportate alla colonna vertebrale ha perso l’uso delle gambe, ma negli anni ha trasformato la propria esperienza in un percorso di straordinaria resilienza e vitalità. Oggi è impegnato nella formazione nelle scuole, nello sport e nella sperimentazione di ausili innovativi come l’esoscheletro, portando la propria testimonianza a migliaia di persone.

A tracciare un bilancio dell’esperienza sono il presidente di ANPAS Emilia-Romagna Iacopo Fiorentini, il presidente di ANPAS Toscana Dimitri Bettini e il presidente di ANPAS nazionale Niccolò Mancini: “Tre anni fa è iniziato un percorso con un’idea: creare uno spazio nel quale i giovani potessero essere davvero il presente del movimento. Oggi, guardando a queste oltre 200 ragazze e ragazzi, possiamo dire che quell’idea ha preso forma. Quello che abbiamo visto è un gruppo di persone che ha scelto di esserci, di mettersi in gioco e di costruire insieme qualcosa di importante”.

Aggiunge Fiorentini: “La cosa più significativa è proprio questa: oggi non diciamo più soltanto che i giovani sono il futuro. Abbiamo scelto concretamente di puntare su di loro nel presente, dando loro spazio, ascoltandoli e mettendoli nelle condizioni di assumersi responsabilità. E quello che è emerso da questo Meeting è che sono pronti. Hanno idee, entusiasmo e la capacità di portare linfa nuova nelle nostre associazioni. Ora tocca anche a noi avere il coraggio di accompagnarli e lasciare loro spazio”.

“È importante anche ciò che abbiamo costruito insieme ad ANPAS Toscana e a Dimitri Bettini, con il grande supporto di ANPAS nazionale. Una rete, per essere davvero tale, deve contaminarsi, condividere esperienze e dare l’esempio. Credo che ciascuno dei ragazzi e delle ragazze che sono qui porterà a casa qualcosa che potrà diventare un’idea, un progetto o una nuova energia nel proprio territorio. Ed è proprio questo il senso del nostro movimento: crescere insieme per essere sempre più capaci di rispondere ai bisogni delle comunità”.

Bettini ha sottolineato il valore della collaborazione tra i due territori: “Ciò che unisce Emilia-Romagna e Toscana, a partire dal nostro Appennino, è una storia nella quale il più grande elemento di benessere che queste terre hanno prodotto è stato quello solidaristico: la capacità di fare le cose insieme per non lasciare indietro nessuno. Quando Iacopo mi ha proposto questa collaborazione non ho avuto bisogno di pensarci, perché abbiamo il dovere, come Pubbliche Assistenze, di creare tutti gli spazi possibili affinché le nuove generazioni possano esprimersi. I volontari, quando trovano spazio, si trovano. Non possiamo chiedere loro soltanto di rispettare obblighi: dobbiamo dare loro la possibilità di esprimersi, di contaminarsi, di proporre azioni capaci di migliorare la vita delle nostre comunità. I giovani parlano un linguaggio diverso dal nostro e hanno bisogno di uno spazio nel quale poterlo utilizzare per leggere la società e trovare nuove soluzioni. Non c’è più niente da aspettare: bisogna agire qui e ora”.

A chiudere il Meeting è arrivata anche una proposta concreta da parte di Niccolò Mancini, che ha invitato i giovani a diventare protagonisti della costruzione di un futuro Meeting nazionale dedicato alle nuove generazioni del movimento: “Mi piacerebbe che il prossimo Meeting dei giovani fosse nazionale e che foste voi a occuparvene. Sarebbe lo stimolo più grande che possiamo raggiungere. Vogliamo che ci sia una voce forte che venga a guardarci in faccia e ci dica cosa non va, cosa va benissimo e come vorrebbe che fosse il mondo. Da lì possiamo cominciare a lavorare insieme per realizzarlo. È compito vostro: avete la responsabilità di disegnare quello che sarà il futuro di questo complesso, difficile, ma bellissimo mondo del volontariato”.Il Meeting di Calambrone si chiude così con un messaggio chiaro: investire sui giovani significa investire sulla capacità del volontariato di rinnovarsi, senza perdere i propri valori e la propria storia. Le oltre 200 presenze e il protagonismo dimostrato durante le attività raccontano un movimento che ha già al proprio interno le energie per affrontare il futuro. Una nuova generazione che non vuole semplicemente raccogliere un testimone, ma contribuire a ridisegnarlo.

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