
Attacks on rescue and healthcare workers: Anpas is working to ensure their safety
Purtroppo si continuano a registrare episodi che vedono operatori sanitari, ivi compresi anche alcuni volontari di Pubbliche assistenze appartenenti alla rete Anpas Emilia-Romagna, vittime di accessi d’ira da parte di pazienti o infortunati stessi, che si sta cercando di aiutare ed assistere, o loro parenti. Purtroppo si tratta di un fenomeno che negli ultimi anni è cresciuto: si registrano aggressioni soprattutto verbali, anche se ci sono pure casi di aggressioni fisiche che causano danni seri. Afferma il Presidente di Anpas Emilia-Romagna, Iacopo Fiorentini: “Ci troviamo a dover far fronte a questo fenomeno, e soprattutto a dover dare ai nostri volontari gli strumenti per fronteggiarlo. Da una parte abbiamo attivato un innovativo servizio di supporto psicologico, con lo specialista in psicologia dell’emergenza dottor Flavio Fabbri. L’obiettivo del servizio è di sostenere volontari o dipendenti delle Pubbliche Assistenze coinvolti in situazioni critiche e che comportano un’alta densità emotiva: ansia, angoscia, depressione, paura, confusione, aggressività, disorientamento. Emozioni che possono destabilizzare anche il più esperto degli operatori.
The second aspect is the ability to manage moments of tension: we run courses on managing emotions, active listening, and the ability to calm anger, but also self-defense courses in case you unfortunately find yourself involved in a physical confrontation.
Aggiunge il dottor Giulio Desiderio, Direttore scientifico di Anpas Emilia-Romagna : “Un altro aspetto importante è la raccolta del dato su questi fenomeni, per cui abbiamo in progetto di istruire un vero e proprio registro regionale sulle aggressioni con l’obiettivo di valutare numericamente i dati e poter effettuare una disamina delle segnalazioni, e se necessario attivare interventi sia su aspetti comunicativi – relazionali ma anche strutturare attività sulla cascata formativa e assistenziale. In sinergia con il Sistema 118 regionale, infine, ci si attiverà per coinvolgere le forze dell’ordine così da concordare e codificare un alert per un tempestivo intervento delle stesse, mentre il numero unico per le emergente 112 con la Centrale unica di risposta che dovrebbe essere messa in condizioni di svolgere il ruolo di virtuoso facilitatore. Ulteriore attenzione verrà prestata ad istruire un apposito percorso per la dotazione di Bodycam per gli operatori, con l’obiettivo in primis della deterrenza e, non secondaria, la produzione di prove documentali”.
Paolo Rebecchi, referente Anpas per il modulo Opa, afferma: “Grazie al supporto della Direzione Regionale abbiamo sviluppato un corso specifico sulle situazioni potenzialmente pericolose strutturando un programma con professionisti che provengono dalle forze dell’ordine, con il supporto di legali, psicologi, e specialisti della difesa personale; la prevenzione e la comprensione del rischio sono al centro del progetto, dando enfasi alla capacità di relazione che in alcuni casi fa la differenza tra ciò che è e ciò che invece, senza attenzioni, potrebbe diventare”.
Fiorentini concludes: “I want to send encouragement and heartfelt thanks to all our volunteers and healthcare workers, but also let them know that we are close to them and committed to providing them with the best conditions in which to serve. And together, I want to address those who use our services: our primary goal, what we work for every day, is to help you in emergency situations and in those where you need assistance: remember this even in moments of fear and agitation, without resorting to aggression.”