Michele Giuffredi
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«Ho imparato a dare il giusto valore ai problemi della quotidianità».

Ha cominciato con i servizi sociali tre anni fa, Michele Giuffredi. Trentatreenne, disegnatore meccanico, è entrato a far parte dell’Assistenza Pubblica di Parma nel 2011 perché doveva svolgere servizio utile alla comunità, ma dopo la scadenza del periodo «imposto», ha deciso di rimanere. Lavora dieci o undici ore al giorno tutta la settimana, ma la forza per il suo turno del sabato pomeriggio a bordo dell’ambulanza la trova sempre.

«Scelsi di continuare diventando milite volontario perché in un anno avevo imparato tantissime cose – spiega -: a dare il giusto peso ai problemi della quotidianità, ad esempio». C’è un momento, fra i tanti condivisi con gli altri volontari in Pubblica, che Michele ricorda con particolare coinvolgimento. «Una signora che accompagnavo tutti i giorni a fare la dialisi mi fece un complimento che mai nessuno mi aveva fatto – racconta -. Mi disse “Tu sei un signore”, semplicemente perché avevo imparato a conoscere tutti i suoi dolori e le sue abitudini, e riuscivo ad aiutarla. Anche le ore di servizio ordinario sanno regalare soddisfazioni e gioie davvero forti». È stato in quel momento che Michele decise che la sua avventura «in arancione» non si sarebbe conclusa con il termine dell’anno di servizio sociale imposto. «Non so se mi sarei mai avvicinato all’Assistenza Pubblica spontaneamente, per questo mi ritengo molto fortunato – chiude -: qui ho trovato  una vera e propria squadra di cui far parte, dove ognuno, in ogni momento, è disposto ad aiutarti. Lo consiglio a chiunque abbia qualche ora di tempo. E anche a chi non ce l’ha, perché volendo si trova sempre».