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«Quando mi ha preso la mano per dirmi grazie è stata una fortissima emozione».

Da bambino non poteva frequentare l’asilo a causa di un problema di salute, così i genitori, per distrarlo, lo avevano abituato ad andar a far visita alla caserma dei Vigili del fuoco, a pochi metri da casa. Da allora Emanuele Tamagnini ha sviluppato una passione smisurata, quella per il soccorso, che lo avrebbe accompagnato e indirizzato nelle scelte fino ad oggi. Studente iscritto al liceo scientifico, classe 1997, Emanuele non ha aspettato di avere 18 anni per rendersi utile. «A ottobre 2014 ho cominciato il corso per militi volontari nella Croce Blu di Rimini e a febbraio, giusto giusto quando sono diventato maggiorenne, ho dato l’esame che mi ha permesso di iniziare a prestare parte del mio tempo in Pubblica – dichiara entusiasta –. Ad agosto, dopo il periodo di tirocinio, sono diventato milite a tutti gli effetti». Ora, Emanuele sta già pensando a quando avrà 21 anni e potrà prendere la patente per guidare l’ambulanza. «I turni che preferisco sono quelli cosiddetti ordinari – spiega -: il trasporto di malati, disabili e anziani è in grado di regalarti tantissimo. Ci si rende conto che molte volte le persone hanno più che altro bisogno di essere ascoltate o di sentire una parola di conforto. Dietro ogni paziente c’è una storia». Il ricordo più bello è una parola in inglese che ancora gli rimbalza nelle orecchie, quando durante la Notte Rosa soccorse con il suo equipaggio un turista straniero che era rimasto coinvolto in una rissa: «Ero quello che sapeva meglio la lingua e ho cercato di calmarlo – ricorda Emanuele –. Quando mi ha preso la mano per dirmi grazie è stata una fortissima emozione».