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“Borgotaro per me è sempre un momento di grande emozione ma anche di grande felicità: mi piace da morire questo paese dove la gente è così attiva e solidale e mi piacerebbe molto che questa due giorni di formazione diventasse un momento di incontro per tutti i volontari dell’ANPAS”: sono le parole di Miriam Ducci, presidente del comitato Anpas Emilia-Romagna, pronunciate dal palco del “Torneo sanitario nazionale Anpas” che si è svolto a Borgo Val di Taro (PR) dal 21 al 23 giugno 2019.
Nato 11 anni fa, era il 2009, come Torneo sanitario dei Tre confini (Emilia, Toscana e Liguria) per volontà della Pubblica Assistenza di Borgotaro Albareto, negli anni il torneo è cresciuto tanto da ottenere nel 2017 il patrocinio di ANPAS Emilia-Romagna e diventare, dal 2018, “Torneo sanitario nazionale Anpas”.
Quello appena trascorso è stato quindi il secondo torneo nazionale, con un assetto organizzativo strutturato e ben partecipato che ha visto il coinvolgimento di 80 volontari suddivisi per 12 equipaggi provenienti da undici regioni, e oltre centocinquanta tra valutatori, figuranti, organizzatori, segreteria, staff comunicazione e cucina.
Il torneo si è svolto su tre giornate: il venerdì è stato giorno di preparativi durante il quale sono stati allestiti il campo con le tende per alloggiare 70 persone fra staff e volontari, la segreteria, la cucina da campo e l’area pasti ed è stato fatto il planning organizzativo per le giornate successive, dedicate rispettivamente: il sabato al torneo vero e proprio e la domenica al torneo giovanile e alla formazione dei gruppi cinofili.
Nove in totale gli scenari, di tipo sia traumatico sia non traumatico (tutti impegnativi e molto diversi l’uno dall’altro) che ogni squadra si è trovata ad affrontare. Massima riservatezza sui luoghi delle simulazioni, dislocati in zone diverse della vallata, e sulle tipologie di intervento: tutto, a partire dalla chiamata, all’arrivo sul posto dell’incidente o malore dei figuranti, doveva essere il più realistico possibile. Ottimi i truccatori che hanno saputo riprodurre sulle “cavie” ferite la arma da fuoco, lacerazioni, tagli, fratture, ematomi, sanguinamenti, talmente realistici da sembrare veri.
Ogni prova inoltre prevedeva la presenza di un “disturbatore”, vale a dire una persona che, come purtroppo spesso accade anche nella realtà, aveva il compito di intralciare i soccorsi con atteggiamenti aggressivi nei confronti dell’infortunato o dei soccorritori. A volte anche la stessa “vittima” contribuiva a far salire la tensione con lamenti continui, richieste inopportune o imprecazioni e motti di sfiducia nei confronti dei soccorritori. Insomma gli organizzatori hanno pensato a tutti gli aspetti che possono presentarsi in un soccorso emergenziale e hanno cercato di rendere lo scenario poco agevole e complesso sotto diversi punti di vista.

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Ogni prova veniva seguita passo per passo da un giudice (formatore del Centro di Formazione Regionale di Anpas Emilia-Romagna) che da una parte rispondeva alle domande del capo-team sulle condizioni del paziente (stabilendo in questo modo dei parametri univoci a cui tutte le squadre dovevano fare riferimento), e dall’altra annotava ogni azione intrapresa dalla squadra, dalla capacità di farsi velocemente un quadro chiaro della situazione a quella di prendere decisioni, alle modalità di relazione all’interno del team. Al termine di ogni prova il giudice spiegava ai soccorritori i punti di forza e le criticità rilevati durante l’intervento (attribuendo a ogni squadra, senza comunicarlo, un punteggio di valutazione per la classifica finale).
Per alcuni scenari in luoghi particolarmente impervi è stato necessario l’utilizzo di quad o la collaborazione dei Vigili del fuoco (che, ad esempio, hanno imbragato e calato soccorritori, barella e materiali di soccorso al di sotto di un cavalcavia): insomma una full immersion nella formazione che ha messo a dura prova i team valutandone la prontezza di spirito, la corretta osservanza delle procedure di intervento, le capacità decisionali e l’attitudine a lavorare in gruppo.
Un altro aspetto molto importante e non meno rilevante di quello formativo, era l’atmosfera che si respirava nelle strade e nella piazza Verdi di Borgotaro (fulcro della manifestazione) adornate di bandiere e loghi Anpas e brulicanti divise arancioni e facce allegre e sorridenti. Non era “un’aria da gara” quella che si respirava, bensì lo spirito di appartenenza, l’orgoglio di far parte di una grande e importante famiglia.
La sera del sabato, la premiazione di tutte le squadre con tanto di musica, e gli interventi delle istituzioni, del presidente nazionale Fabrizio Pregliasco e regionale Miriam Ducci e un po’ di suspense in attesa della proclamazione dei primi classificati.

Nove le squadre in gara (comitato regionale, Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana , Valle D’Aosta, Veneto) più tre fuori concorso, due da Emilia-Romagna e Toscana e una da Worms, Germania: quest’ultima, nonostante le difficoltà linguistiche, ha partecipato con entusiasmo al torneo confrontandosi con ambienti e modalità operative diversi.

L’edizione 2019 è stata vinta dalla squadra della Valle D’Aosta, secondo classificato il Piemonte e terzo classificato il team ligure. I vincitori sono stati premiati dal presidente nazionale Pregliasco con attrezzature donate da Meber, sponsor storico del torneo. Premiate con uno zaino  anche tutte le altre squadre, quarte a pari merito, mentre le squadre fuori concorso sono state premiate con trofeo speciale Borgotaro (una miniatura di quello officiale).
Per l’Emilia Romagna hanno partecipato al torneo la squadra dell’Assistenza Volontaria di Collecchio, Sala Baganza e Felino e fuori concorso la Pubblica Assistenza Val d’Arda.
Per quanto riguarda il volontariato giovane hanno partecipato alla prova 4 squadre, tre in gara (Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia) e una fuori gara (Emilia-Romagna). Ha vinto la squadra emiliano-romagnola della Assistenza Pubblica Volontaria Borgotaro Albareto.

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“Le squadre hanno ottenuto ottimi punteggi, con pochi centesimi di differenza l’una dall’altra – ha spiegato il presidente Pregliasco, che ha ricordato che: “Le peculiarità del volontariato Anpas, un volontariato importante con 100mila volontari in tutta Italia, sono la trasparenza, la democraticità, la correttezza e soprattutto la voglia di lavorare al meglio”.
Sul palco insieme ai presidenti Pregliasco e Ducci anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, venuto appositamente da Bologna per questo evento e sempre molto attento alla realtà Anpas, “L’Emilia -Romagna – ha detto – vi è grata per quello che fate, grazie di cuore, continuate così”.

Questa edizione del torneo è stata organizzata con l’Assistenza Pubblica volontaria di Borgotaro-Albareto, in collaborazione con Anpas Emilia-Romagna. Il torneo sanitario dei tre Confini, lo ricordiamo, è nato nel 2009 per realizzare il sogno di Matteo Caporali, volontario attivissimo prematuramente scomparso, che sin da ragazzino si era dedicato con enorme passione e grande impegno quotidiano al volontariato nella pubblica assistenza e in protezione civile.

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